Le fake news sul cibo non funzionano perché sono false. Funzionano perché fanno leva sulle emozioni. Questo articolo ti aiuta a riconoscere quelle “di pancia”: quelle che non ti informano e quindi ti “agitano”.
Le notizie false basate sull’istinto fanno leva sulle emozioni
Utilizzano:
- immagini forti
- parole assolute
- casi estremi
- narrazioni binarie (“bene contro male”)
Non vogliono dare spiegazioni: vogliono provocare una reazione.
Perché funzionano così bene
Perché il pollo è percepito come:
- quotidiano
- economico
- fragile
- vicino alla salute
Quando un alimento è così presente nelle nostre vite, diventa un bersaglio perfetto per la disinformazione.
I segni più evidenti
Alcuni indicatori importanti da tenere in considerazione:
- Ti fanno arrabbiare prima di farti capire.
- Usano un caso come se fosse un sistema
- Ti invitano a schierarti
Quando un contenuto ti costringe a “scegliere da che parte stare”, non si tratta di informazione: si tratta di manipolazione.
Come difendersi davvero
Non sono richieste competenze tecniche. Bastano poche domande:
- Chi trae vantaggio se mi spavento?
- Mi stanno mostrando un processo o uno schema?
- Cosa manca nella storia che mi stanno raccontando?
Le fake news non si combattono con la fede cieca, ma con un metodo. E il metodo non è complicato: consiste nel riconoscere quando qualcuno è più interessato alle tue emozioni che alla tua comprensione.
E questo è l’obiettivo che ci siamo prefissati con www.moreaboutchicken.com e www.nutriamocidibuonsenso.it
Pietro Greppi
Consulente di etica della comunicazione – mediatore culturale tra produttori e consumatori.

Il pollo come carne “quotidiana affidabile”: perché lo mangiamo spesso ma ne sappiamo poco
Il pollo è la carne più diffusa nelle case italiane. È economico, versatile, veloce da cucinare e percepito come “leggero”. Eppure, paradossalmente, è anche una delle carni che conosciamo meno. Questo articolo cerca di spiegare perché il pollo sia diventato una “carne di tutti i giorni di cui ci si fida” senza che tale fiducia sia stata realmente conquistata.
Il pollo è presente tutti i giorni, ma non viene detto
Il pollo è ovunque: supermercati, mense, ristoranti e cucine domestiche. Ma la sua filiera produttiva è quasi invisibile. Il consumatore vede solo:
- il seno nel vassoio
- la coscia in offerta
- la confezione con alcune affermazioni… e niente di ciò che viene prima.
Quando un alimento è così presente, eppure così poco descritto, la fiducia diventa automatica ma inconscia.
Fiducia “abitudinaria”
La fiducia nel pollo deriva da tre elementi particolari:
- ripetizione : lo mangiamo spesso
- assenza di frequenti scandali : o almeno percepiti come singoli episodi isolati
- prezzo accessibile : il che lo rende familiare
Ma la “ fiducia abituale ” è fragile: basta un titolo allarmistico per minarla.
Perché il pollo è più vulnerabile alle fake news
Perché viene percepito come:
- “delicato”
- “legato alla salute”
- “economico, quindi sospetto”
- “prodotto industriale”
Quando un alimento è quotidiano e industriale, diventa un bersaglio perfetto per le narrazioni emotive.
Come costruire la fiducia in sé stessi da adulti
La fiducia degli adulti non deriva dalle rassicurazioni, ma dalle spiegazioni. Ecco alcuni criteri utili per i consumatori:
- Cerca qualcuno che ti spieghi sia il processo che il prodotto.
- Diffidate dei messaggi che parlano solo di emozioni (positive o negative).
- Chiediti sempre: “Mi stanno fornendo strumenti o solo sensazioni?”
Cosa potrebbe fare l’industria (senza slogan)
Non c’è bisogno di “promuovere il pollo”. Piuttosto, devi:
- raccontare la storia della catena di approvvigionamento con continuità
- Mostra i dilemmi, non solo i successi
- spiegare perché esistono determinate scelte tecniche
- dare un volto ai fatti, non solo ai marchi
Il pollo è una carne di cui ci fidiamo quotidianamente perché fa parte della nostra vita. Ma la fiducia quotidiana non si traduce automaticamente in fiducia consapevole. E quando la consapevolezza cresce, la paura diminuisce. Non perché l’industria diventi perfetta, ma perché i consumatori diventano adulti e adeguatamente informati.
E questo è l’obiettivo che ci siamo prefissati con www.moreaboutchicken.com e www.nutriamocidibuonsenso.it
Pietro Greppi
Consulente di etica della comunicazione – mediatore culturale tra produttori e consumatori.










